Per diventare ottico in Italia servono due cose: un percorso formativo riconosciuto e il superamento dell'esame di abilitazione. Qui trovi la mappa completa: le strade possibili, l'esame, gli sbocchi e le norme di riferimento.
Il percorso quinquennale
La via principale è l'istituto professionale, indirizzo Arti ausiliarie delle professioni sanitarie: Ottico: cinque anni che uniscono formazione generale e materie di indirizzo (ottica, ottica applicata, anatomia, esercitazioni di lenti oftalmiche e contattologia). Trovi il quadro orario completo, materia per materia, nella pagina del diploma di Ottico. Da adulto puoi prepararlo anche online con lezioni individuali e sostenere gli esami da candidato esterno.
I corsi regionali post-diploma
Chi ha già un diploma di scuola superiore in un altro indirizzo può frequentare un corso regionale abilitante, di norma biennale (2.200 ore), con teoria, pratica e laboratorio. Abbiamo dedicato una guida alla differenza tra diploma di Ottico e corso biennale.
L'esame di abilitazione
Qualunque sia il percorso, per esercitare serve superare l'esame di abilitazione: prova scritta, prova pratica e colloquio presso un istituto autorizzato, con valutazione in centesimi. Il solo titolo di studio non basta: la differenza è spiegata nella guida diploma e abilitazione.
Gli sbocchi professionali
L'ottico abilitato lavora in negozi di ottica, laboratori, aziende di dispositivi oftalmici e contattologia; può assumere la direzione tecnica di un punto vendita o avviare un'attività propria, nel rispetto dei requisiti amministrativi e sanitari. Qui trovi che cosa può fare (e non fare) un ottico rispetto alle altre figure della visione.
Le norme principali
I riferimenti essenziali: R.D. 1334/1928 (esercizio delle arti ausiliarie), Testo unico delle leggi sanitarie (R.D. 1265/1934), DM 23 aprile 1992 (programmi ed esami di abilitazione), D.Lgs 61/2017 (istruzione professionale). La disciplina è in corso di aggiornamento: vedi la pagina sulla riforma della professione.