Guide e orientamento

Cosa può fare un ottico e cosa non può fare

17 luglio 2026

L'ottico abilitato ha un campo di attività definito dalla legge: ampio sul piano tecnico, preciso nei confini verso l'area medica. Vediamo che cosa può fare e dove deve fermarsi.

Le attività consentite

  • apprestare, adattare e vendere occhiali e dispositivi per la correzione visiva, su prescrizione del medico e, nei casi previsti dalla normativa per i difetti semplici, direttamente;
  • attività di laboratorio: lavorazione, centraggio e montaggio delle lenti oftalmiche;
  • applicazione delle lenti a contatto e istruzione del cliente su uso e manutenzione;
  • misurazioni strumentali funzionali all'apprestamento dei dispositivi;
  • direzione tecnica di un punto vendita di ottica, per la quale serve l'abilitazione.

I limiti: diagnosi, farmaci, terapie

L'ottico non fa diagnosi di patologie, non prescrive né somministra farmaci (inclusi i colliri diagnostici), non esegue terapie o atti medici. Le valutazioni che eccedono l'apprestamento dei dispositivi appartengono al medico oculista o, per la riabilitazione, all'ortottista: le differenze tra le figure sono spiegate qui.

Quando indirizzare all'oculista

Il professionista serio riconosce i campanelli d'allarme: cali visivi improvvisi, dolore, arrossamenti persistenti, visione doppia, sospette patologie. In tutti questi casi l'ottico invita il cliente a una visita medica oculistica prima di qualunque fornitura. Saper riconoscere questi confini è anche materia d'esame, dal colloquio alla deontologia professionale.

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